SALSOMAGGIORE TERME





Salsomaggiore come citta' termale, nasce ai primi del secolo XIX per merito del suo medico condotto, il Dott. Lorenzo Berzieri (che dara' il nome alle monumentali Terme Berzieri, famose nel mondo per l'unicita' del loro stile Liberty ricco di motivi orientaleggianti), il quale, per primo sperimento' la terapeuticita' delle sue acque salsobromoiodiche, conosciute ed utilizzate sin dall'antichita' per l'estrazione del sale,guarendo una grave forma di osteite una bambina giudicata clinicamente inguaribile.
Da allora il piccolo "Borgo del Sale", come era chiamata la cittadina, utilizzo' terapeuticamente la sua acqua.
Il volto di Salsomaggiore Terme si costruisce velocemente alla fine dell'800 assumendo uno stile particolare che, se ha caratteristiche comuni alle altre Villes d'Eaux europee, con le quali doveva competere, ha pure peculiarita' che ne segnano l'aspetto attuale, dopo trasformazioni anche profonde.
Se infatti possiamo parlare ancora oggi di Salsomaggiore Terme come citta' Liberty, dobbiamo intendere tale termine nel senso piu' ampio includendovi, accanto ad episodi propriamente Liberty (come la gabbia del Pozzo Scotti e la pensilina dell'ex Grand Hotel des Thermes dovuti ad Alessandro Mazzucotelli) una rigogliosa stagione Deco' di cui l'edificio delle Terme Berzieri e' uno dei campioni piu' straordinari e grandiosi.
A questo si possono aggiungere pesanti interventi eclettico novecenteschi ( come l'edificio delle poste e la Stazione Ferroviaria) fino alle copie, repliche, citazioni che continuano ad essere adoperate come ornamento di balconi, vetrine, arredo urbano pubblico e privato. Una citta', quindi, con una vocazione alla decorazione scenica che inizia nei tempi dei Liberty "storico" - alla fine del secolo scorso - conferendo qualita' estetica ad un paesaggio quasi industriale, fino a costruire con una unita' stilistica propria delle citta' termali europee, una raffinata macchina teatrale dello svago, da vivere piu' passeggiando sui lunghi viali che incontrandosi in piazza come nelle vicine citta' padane.
Oggi la passeggiata per la citta', anche se non ci mostra una citta' museo, ci puo' spingere ad un gioco di letture, di rimandi.
Il volto attuale della citta' del Liberty e' segnata dalla presenza di due monumenti simbolo della citta' termale: le Terme Berzieri (1923) ed il Grand Hotel des Thermes (1900) - oggi Palazzo dei Congressi.
Il primo, faraonico tempio del Deco', fu progettato dagli architetti Giusti e Bernardini con una grandiosita' che la realizzazione finale avrebbe ridimensionato lasciando Giusti l'unico responsabile dell'esecuzione dei lavori unitamente a Galileo Ghini che ne attuo' le decorazioni (anche se il trittico centrale raffigurante il mito salutistico di Igea, e' opera di G.Moroni).
Il secondo, grande albergo di inizio secolo (voluto da Ritz e Pyffer ispirato ad una concezione alberghiera internazionalista) e' carico di riferimenti a culture d'occidente e d'oriente, frutto dell'esperienza nel Siam di Galileo Ghini.
Oltre questi, tanti episodi minori, piu' o meno noti, costituiscono il leit-motiv che rende omogeneo il volto di questa citta'-giardino e che hanno definito in termini scenografici la dimensione europea di Salsomaggiore Terme.
COLLECCHIO


I primi uomini, provenienti dall'Oriente, abitarono il territorio di Collecchio nell'eta' paleolitica.
La presenza umana aumenta nell¹epoca neolitica o della pietra levigata ed ulteriori scavi effettuati a meta' Œ8oo al Torrazzo di Madregolo e sul Poggio di Collecchio hanno dimostrato che '¹esistenza di villaggi di palafitte risalenti all'eta' del bronzo. Il disboscamento della zona da parte dell¹uomo provoco' nel tempo varie inondazioni, molti villaggi furono sommersi dalle acque del fiume e gli insediamenti umani si spostarono verso le colline. Fra il 1.000 ed il 500 a.C. gli uomini apprendevano l'uso del ferro ed iniziarono i rapporti con gli Etruschi.
Nel 27 a.C. l'Imperatore Ottaviano rase al suolo il paese di Sustrina (antico nome di Collecchio) a causa dei dissidi con Parma che minacciavano il pacifico andamento dell'Impero. Sono evidenti in molte zone del territorio comunale le tracce di centuriazione operata dai romani, sia nella rete stradale sia nella geometria delle colture agricole.
L'attuale paese di Collecchio sorse in era cristiana col nome di ³Colliculum² ossia piccolo colle.
Collecchio, nei primi anni dopo la nascita di Cristo, segui' le vicende politiche ed economiche di Parma, in seguito fu sottomesso al potere temporale dei Vescovi di Parma. In diverse pergamene depositate presso l'Archivio di Stato di Parma risulta come nel territorio di Collecchio fosse prevalente l'attivita' agricola.
Il ritrovamento di sepolture longobarde, risalenti all'alto medio evo, attesta la presenza di quel popolo sul territorio collecchiese, ma ancora piu' forte è a quel tempo l'organizzazione religiosa confermata dalla presenza di due importanti Pievi di Collecchio e di Madregolo oltre ad ospizi per pellegrini (xenodochi) a servizio della strada che conduceva verso Luni e Roma, chiamata di "Monte Bardone" ed in seguito "Via Francigena".
Nei documenti gia' nell'XI secolo si parla di "Castrum" e "Curte": probabilmente si trattava di edificio, abitato dal feudatario, munito da mura che recintavano il centro abitato, mentre fuori stava la corte con fattorie e coltivazioni agrarie. Alcuni storici individuano tale edificio nella villa ora Paveri, all'epoca di proprieta' della famiglia Dalla Rosa.
Nel 1300 si parla ancora di castelli nel territorio di Collecchio legati alla famiglia Rossi. Nel 1335 Parma cadde in mano agli Scaligeri che distrussero il "Castello di Collecchio".
Tra il 1200 ed il 1500 Collecchio fu luogo di battaglie tutte legate alla storia di Parma e ai nomi di Federico II, delle famiglie dei Visconti, dei Rossi, dei Pallavicino e degli Sforza.

Nel 1545 Parma divenne ducato sotto i Farnese. In quel periodo fu istituito il catasto Farnesiano, i cui volumi sono depositati nell'Archivio di Stato di Parma, nel quale si trovava descrizione dei confini del paese, del nome delle varie localita' e dei relativi proprietari.
Nel 1777 Collecchio fu eretto a feudo in favore della famiglia Dalla Rosa-Prati.
Nel 1796 Napoleone incorporo' Parma all'Impero Francese nacque il Comune o "Mairie" poiché all'epoca i documenti ufficiali erano redatti in lingua francese.
In quel periodo solo i nobili maschi potevano prendere parte alla vita Amministrativa del paese elementi popolari entrarono in comune durante la prima guerra mondiale.
Nel 1800 Collecchio fu colpita da diverse epidemie di colera di cui due particolarmente gravi. L'unico modo per sconfiggerle era vivere igienicamente, mangiare a sufficienza e non vivere in stretto contatto con i malati: In realta' la miseria obbligava a vivere in mezzo alla sporcizia, il nutrimento era scarso e si viveva numerosi in spazi ristretti.
A seguito del plebiscito avvenuto fra il 14 ed il 21 agosto del 1859 il Comune di Collecchio fu annesso al Regno di Sardegna sotto il

Governo Costituzionale di Vittorio Emanuele II.
Il nuovo governo di Roma, per incrementare le entrate, ideo' la tassa sul macinato.
Nel 1869 a Collecchio ci fu una manifestazione contro questa tassa alla quale parteciparono contadini provenienti da tutti i paesi circostanti. La rivolta fu pero' immediatamente sedata dai carabinieri ed alcuni fra i responsabili furono arrestati.
Verso la fine del 1800 nacquero le prime industrie agroalimentari che costituiscono tuttora l'asse portante dell'economia della zona (Food Valley). I collecchiesi si trasformano cosi' da agricoltori o piccoli commercianti in industriali del pomodoro, salumieri e casari, a produttori di barbabietole, cipolle - lavorate poi altrove - ed uve adatte ad una vinificazione di pregio, specie nella zona collinare di Gaiano ed Ozzano Taro.

Curiosita':
Tra il 1859 e il 1892 fu segretario comunale di Collecchio il poeta dialettale e noto burattinaio Domenico Galaverna (1825-1903). Fin dal 1852 Galaverna aveva iniziato a pubblicare il lunario ³Battistein Panada² che raccontava in rime il periodo storico che si stava vivendo attraverso le vicende del protagonista e dei componenti della sua famiglia.
L¹Amministrazione Comunale di Collecchio in occasione del centenario della morte del poeta ha deliberato il riconoscimento ufficiale della maschera di Battistein Panada come maschera rappresentativa del Comune di Collecchio.
Domenico Galaverna fu inoltre l¹ideatore dell¹attuale stemma del Comune di Collecchio.
